Pachamama09

Sentimenti odorosi

29 Aprile 2009 · 2 Commenti

Giocare a palla con l’odore di plastica bruciata che avvolge la città. Sentire la diossina nelle narici e far finta di niente. Uscire di casa e trovare una vecchietta con vestiti una volta colorati e ora color terra chiedere l’elemosina seduta sul marciapiede. Salire due quadre contornate di spazzature sparsa lungo le strade. Non capire le ragioni di file e file di indigeni davanti ad edifici misteriosi. Ricevere sassi nel cortile dell’ufficio durante una manifestazione di campesinos e non capire del tutto le ragioni della protesta. Cucinare gli gnocchi per tutti i colleghi e vedere la maggior parte delle facce sconcertate e un po’ schifate di fronte a quel nuovo sapore, dopo che avevamo pensato che potesse essere un buon piatto da insegnare e introdurre nella scarsa e ignorante cucina locale. Sentirsi continuamente chiedere durante la preparazione: “Ma perchè non li friggiamo? Ma perchè non li cuciniamo nell’olio? Ma perchè non ci mettiamo la carne? Ma perchè non fai una palla di patata e lo avvolgi nella farina? Ma perchè nel sugo non ci metti il ketchup?”. Vedere le facce fiduciose dei comunari che mi accolgono con simpatia e entusiasmo quando arrivo col macchinone. Sentire le polemiche dei comunari che si incazzano perchè non facciamo abbastanza infrastrutture nelle loro comunità. Sentire che poca gente partecipa ai corsi da noi organizzati. Accorgersi di fare un lavoro che già fanno le scuole, gli enti locali e molte istituzioni. Sentire dire che il mote (mais bollito) è il piatto più buono del mondo. Guardare il cielo e accorgersi che è di un azzurro che ogni giorno stupisce ed abbaglia. Vedere case fatte di fango che si sciolgono poco a poco.  Clacson come gocce di pioggia continua. Non capire perchè i bus si fermano cento volte prima di arrivare. Essere incazzato perchè il viaggio aumenta di una ora perchè tutti vogliono scendere dove gli fa più comodo e ogni 100 metri si aggiunge una pausa, a soli 20 minuti dal terminale. Accorgersi che però è certamente un metodo ecologico. Uscire a mangiare e già sapere che quel che mangerò sarà di pessima qualità, ad ogni boccone avere paura per il giorno dopo, ad ogni boccone riderci sopra. Accorgersi che anche la gente più acculturata non sa scrivere e mai deve aver sentito parlare di analisi logica. Accorgermi che mi sento sempre più a casa, sempre più a mio agio, che le ansie ignoranti son del tutto scomparse, che faccio sempre più lo scemo anche in ufficio, che rido e che mi sento debole d’animo anche qui. Che mi annoio e mi diverto. Che son stanco e riposato. Che mi lavo meno e puzzo di più. Che l’acqua è importante. Che gioia!

p1010817

p1010803

Categorie: Michele

2 risposte finora ↓

  • Tommaso // 29 Aprile 2009 a 17:46

    che bello fratello, mi sembri quasi più vicino adesso che sei lontano…
    sappi che è strano pensare che in un certo senso davvero mi hai raggiunto e sorpassato in carriera di vita, è come venir scavalcati da un marmocchio più piccolo di te.
    ti invidio, ma ne sono felice.

    un abbraccio

  • Bavosa // 30 Aprile 2009 a 03:33

    certo che ti vengono un po di dubbi sulla qualità dell’azione,no?? però son contenta che puzzi sempre di più!!! besos al rocco! muak

Lascia un Commento