E tra poco tornerò in Italia; per un attimo, per qualche giorno ne risentirò l’odore, la umidità, le piogge che da mesi non vedo, i temporali estivi, l’inquinamento di Milano, i dibattiti elettorali, le ingiuste offensive contro Berlusconi. Rivedrò amici e parenti che da mesi non mi capita di incontrarci gli sguardi, mangerò a sazietà, rivedrò Valli Unite e forse qualcuno dei maiali che ho visto nascere, i panorami che tutte le mattine osservavo, i silenzi e i rumori di quella campagna che ho abbandonato. Rivedrò Roma, piccolo e breve mese che però mi è rimasto nel petto, vivo, come un momento di grande cambio, di frontiera, tra un pezzo di vita e un altro.
Sentirò l’amaro, anche, quando camminerò per Milano, un amaro che oramai ho colto e ogni volta riassaporo ormai da qualche anno. E per fortuna mi sono accorto dell’amaro, ho capito cos’era che mi impastava la lingua e la mente, anche se non so bene come ripulirlo e quindi forse scappo.
Torno sentendomi un privilegiato; sono una persona, una tra poche, che viene pagato per andarsene dall’Italia, per vedere nuove faccie, nuovi paesaggi, altri vestiti, altro sole, altro cielo e altri colori. Sono uno dei pochi che alla mia età riesce a risparmiare. Sono uno dei pochi che non ha rinunciato a niente, ma proprio a niente, quest’anno.
E oltre a tornare privilegiato (per ora è così, tra tre mesi chissà), torno felice, fortunato, per nulla solo. E poche volte mi è capitato di sentirmi così, e poche volte mi è capitato di svegliarmi sempre di buon umore, assonnato ma col sorriso, con la idea di dover fare qualcosa di noioso ma senza paura. Poche volte ho goduto così tanto di una solitudine serale tal volta scelta, così bella, così stimolante e pensierosa. E mi sento libero, per la prima volta mi sento libero. E mi pare una parola bellissima. Libero. anche se a vedere i simboli delle lettere fa venire in mente un periodico. Libero che posso scegliere che fare, senza dover spiegare niente a nessuno, che mi posso buttare e poi riarrampicare per il mondo, scegliendo dove stare, dove lanciarmi, dove poggiare il prossimo passo. Non ho impegni; sono libero. E fin quando questo sentimento durerà voglio vantarmene, perchè non sarà per sempre. Voglio stendermi sotto la libertà come in spiaggia al sole, scottarmi nudo, perchè intanto poi dovrò ripartire, probabilmente. Mi spellerò e avrò freddo. L’importante è capire che tutto è un sali e scendi, continuo, e che il bello sta proprio in questo, nel cambio, nello stare meglio, che non esisterebbe se fosse tutto un bene.
E allora arrivo presto…ma poi riparto…e poi torno però…ma poi…curiosità e spavento…
*Da una frase del Nonno di Paolone
3 risposte finora ↓
elisa // 4 Giugno 2009 a 01:27
vi aspettiamo!
paolo // 18 Giugno 2009 a 11:54
Grazie Michele per i tuoi pensieri…e grazie nonno!
vale // 20 Luglio 2009 a 11:04
bel pezzo Michi…bello bello bello.